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Costa Jonica · Sicilia Orientale

Riviera
dei Ciclopi.

Scendi verso il mare da Acireale e trovi qualcosa di inaspettato: scogli di basalto nero che emergono dall'acqua come sentinelle, borghi di pescatori dove le reti si asciugano ancora al sole, un mare che vira dal verde smeraldo al blu cobalto in pochi metri. La Riviera dei Ciclopi inizia a cinque minuti da qui.

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Un paesaggio nato dal fuoco

Tutto quello che vedi su questa costa è farina dell'Etna. La roccia nera degli scogli, i ciottoli delle spiagge, i muri delle case nei borghi: è basalto lavico, solidificato da eruzioni avvenute migliaia di anni fa. L'acqua nel frattempo ha lavorato quella pietra dura creando fondali ricchi e irregolari, anfratti e grotte sommerse, uno degli ambienti marini più interessanti del Mediterraneo.

Il nome della riviera viene dall'Odissea. Secondo il mito di Omero, i grandi scogli di Aci Trezza sono i massi che il Ciclope Polifemo scagliò contro Ulisse in fuga dalla sua grotta. Il paesaggio ci ha messo poco a convincere i Greci: in certi pomeriggi d'estate, con l'Etna che fuma sullo sfondo e i faraglioni che tagliano il mare, sembra davvero di essere dentro un racconto antico.

La riviera si estende per circa venti chilometri dal borgo di Santa Maria La Scala — praticamente sotto Acireale — fino alle porte di Catania, passando per Aci Trezza, Aci Castello e una serie di calette che si possono esplorare comodamente in pochi giorni usando Acireale come base.

Aci Trezza: i Faraglioni e il borgo dei pescatori

Il borgo di Aci Trezza è piccolo — qualche centinaio di abitanti, un porto, un lungomare — ma ha una concentrazione di bellezza e autenticità difficile da trovare. Giovanni Verga lo scelse come ambientazione de I Malavoglia, e forse è proprio per questo che non ha mai smesso di sembrare un luogo di letteratura: le barche dei pescatori legate al molo, le reti stese al sole, la voce del mare che si sente anche quando sei seduto a tavola in un vicolo.

I Faraglioni sono a poche decine di metri dalla riva. Da vicino fanno un effetto che le fotografie non riescono a rendere: sono altissimi, neri, verticali, e l'acqua intorno è di un verde trasparente che diventa blu scuro in pochi metri. In estate diversi operatori locali portano i turisti attorno agli scogli con le barche dei pescatori — un giro di circa un'ora che porta fino all'isola Lachea, piccola riserva naturale disabitata dove si fa il bagno in acque incontaminate. Escursioni semplici, senza cerimonia: si sale sulla barca, si gira tra gli scogli, si nuota dove il capitano dice che vale la pena.

La sera sul lungomare di Aci Trezza è una di quelle esperienze che valgono da sole un viaggio in Sicilia. Pesce appena pescato, vino bianco locale, i faraglioni illuminati sullo sfondo e i bambini del paese che giocano sul molo. È il tipo di scena che non si dimentica.

Aci Castello: il castello che guarda il mare

A quattro chilometri da Aci Trezza, il Castello normanno di Aci Castello sale su uno sperone di roccia lavica nera a picco sul mare. Fu costruito nell'XI secolo su strutture difensive ancora più antiche, e da lassù la vista — con l'Etna sul fondo e il mare aperto davanti — è una di quelle cose che capisce subito perché si fa il viaggio.

Il borgo intorno è meno turistico di Aci Trezza: qualche ristorante buono, un lungomare piacevole da percorrere senza folla, piccole calette di roccia lavica con acque limpide dove fare il bagno lontano dagli stabilimenti. Non ci sono grandi spiagge attrezzate, non c'è il rumore dell'alta stagione. È il tipo di posto che si trova perché si alloggia abbastanza vicino da esplorare con calma — non perché lo trovano tutti.

Il castello è visitabile e al suo interno c'è un piccolo museo civico. Ma anche solo girare attorno allo sperone, tra le rocce bagnate dalla risacca, vale la sosta.

Le spiagge: dove fare il bagno

La Riviera dei Ciclopi non è una riviera di sabbia fine uniforme. La maggior parte delle spiagge sono miste — ciottoli scuri, lastroni di lava, qualche tratto sabbioso — e questa varietà è parte del fascino. Non è la costa che piace a chi cerca teli e ombrelloni in fila, ma piace molto a chi cerca l'acqua limpida, i fondali interessanti da esplorare con la maschera e la possibilità di trovare una caletta tutta per sé.

Santa Maria La Scala

Il porto di pescatori sotto Acireale — cinque minuti di discesa dal centro storico, dieci di auto dall'appartamento. Una spiaggetta mista con acque basse e trasparenti, qualche bar e ristorante sul lungomare dove si mangia pesce freschissimo a prezzi ancora ragionevoli. Il posto perfetto per una mattina in libertà.

Santa Tecla

La spiaggia più attrezzata della zona, a nord di Acireale: sabbia vulcanica scura, stabilimenti con lettini e ombrelloni, bar e docce. È la scelta giusta per chi vuole stare comodamente in spiaggia tutto il giorno. D'estate ci vengono soprattutto le famiglie del posto — un buon segno.

Capo Mulini

Una piccola baia di roccia lavica, quasi nascosta, con acque pulitissime e fondali bassi. Poco frequentata, un po' selvaggia. Portare maschera e boccaglio: si vedono pesci e ricci con pochissima profondità, e il fondale di lava crea paesaggi sommersi che non assomigliano a niente del Mediterraneo sabbia-e-posidonia.

Come arrivare e come muoversi

Da Acireale si scende verso la costa in cinque minuti di auto. Santa Maria La Scala è praticamente in fondo alla strada che esce dalla città — si parcheggia nel piazzale del porto. Per Aci Trezza e Aci Castello ci vogliono quindici minuti lungo la statale costiera, con vista mare per tutto il tragitto. La strada è bella da fare anche solo per il panorama.

La posizione di Acireale è quella giusta: in cinque minuti si è al mare, in venti minuti a Catania, in quaranta minuti sull'Etna. Si può scegliere ogni mattina dove andare senza dover pianificare trasferimenti lunghi — e la sera si torna sempre a un posto tranquillo, fuori dalla confusione delle grandi mete estive.

La Riviera dei Ciclopi
inizia a 5 minuti da qui.

La Pigna delle Aci si trova ad Acireale, con vista sul mare dalla Riviera. Fino a 8 ospiti, prenotazione diretta senza commissioni, parcheggio privato.

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